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Con il contributo di tutte le comunità circostanti nel giro di pochi anni a Maciano, oggi nel comune di Pennabilli, sorge una delle più belle chiese rinascimentali del Montefeltro, Santa Maria dell’Oliva di Maciano, proprio dove c’era stata l’apparizione.
Si tratta di un monumento di straordinario interesse da molti punti di vista; per quanto riguarda quello artistico si lega ad una bella serie di architetture che manifestano la diffusione in tutto il Montefeltro delle armoniose forme del rinascimento urbinate. Sul portale reca la data del 1529, che è l’anno del suo compimento. Subito la chiesa fu affidata ai Francescani (si trattava dei Minori Osservanti), a partire dal 1553 le costruirono a fianco un grande convento, ricco di sale, di celle, di magazzini, e con una bella biblioteca (che sulla porta recava la data 1635); gli ultimi libri furono venduti meno di cent’anni fa da un frate ingenuo che si prese poche lire e molte umiliazioni, con denunce e processi.
Accanto, un luminoso chiostro dai grandi archi. Le sue colonne sarebbero state donate ai frati, da una contessa Oliva, e proverrebbero dalle rovine di un suo palazzo che sorgeva ad Antico ma si tratta di una leggenda recente, nata per giustificare il titolo dell’oliva dato alla Madonna, e le forme architettoniche della chiesa, in tutto simili a quelle della chiesa di Antico. Nelle lunette del portico sono dipinti ad affresco la vita e i miracoli di san Francesco; purtroppo solo poche lunette sono ancora leggibili, ma doveva trattarsi di un insieme imponente. Quel che rimane è tuttavia prezioso perché testimonia il coinvolgimento nell’opera di tutte le comunità della zona, finalmente unite nel desiderio di onorare il poverello d’Assisi. Ogni affresco, infatti, recava il nome dell’offerente, e ancora si possono leggere quelli delle comunità di Penna, di Maciano e di Soanne. Inoltre perché fa un po’ di luce su un misterioso pittore di Pennabilli, certo Giovanni Bistolli, che le ha dipinte a rate, nel 1656, 1657, 1658, 1659, come lui stesso dichiara. Non era scarso questo pittore, come dimostrano le scene ben costruite e pittoresche, con scorci e ritratti assai vivaci, mescolati ad ingenuità che sembrano dovute soprattutto a pesanti restauri ottocenteschi.

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