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Il convento S. Croce è considerato il più antico luogo francescano dell’Emilia Romagna, santificato dalla presenza di san Francesco che qui si fermò più volte a pregare e lodare il Signore.

Secondo la tradizione, il santo durante un suo viaggio verso Rimini si fermò in una selva ai piedi del colle di Verucchio in cui sorgeva un piccolo romitorio dedicato alla Santa Croce. Lì compì alcuni miracoli. Tra questi il silenzio ottenuto dagli uccelli per un raccoglimento più profondo durante la sua preghiera e lo sgorgare di una nuova sorgente medicamentosa.
Miracolo ancora più eclatante quello riguardante il suo bastone che infilato a terra ha messo radici, divenendo un cipresso, poi cresciuto rapidissimamente.
Il romitorio fu trasformato in convento, affiancato dalla chiesa di Santa Croce. Il luogo in cui sorge, a Villa Verucchio, è ancora oggi particolarmente evocativo e di grande spiritualità, isolato e immerso tra gli ulivi e i cipressi. Poco lontano scaturiscono acque curative che ricordano il miracolo della sorgente, mentre nel chiostro del convento si può ammirare il cipresso piantato dal santo, un gigantesco monumento vegetale che i botanici, confortando la leggenda, ritengono vecchio di almeno ottocento anni. È alto circa 25 metri, con un tronco dalla circonferenza di più di 7.

Essendo “casa di formazione”, il compito specifico della Fraternità è di accogliere e accompagnare i giovani postulanti. La Fraternità è inserita in una storia secolare che custodisce il ricordo della presenza di S. Francesco. Questo chiede di accogliere quanti raggiungono questo luogo per devozione, per curiosità o per turismo, per comunicare loro il messaggio evangelico della scelta di Francesco e dei suoi frati.

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