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Itinerari

Da Montebello a Monte Matto – Percorso di interesse naturalistico, storico e paesaggistico

 

Si tratta di un percorso che integra la rete esistente di itinerari per amanti dell’escursionismo nel comprensorio di Montebello e Torriana, territorio di alto valore ambientale, paesaggistico e dalle suggestive vedute panoramiche. Interamente di crinale, tra Montebello e Monte Matto, il tracciato prolunga verso il confine di provincia la rete locale e ben delineata di tracciati escursionistici segnalati dal CAI e dalla Comunità Montana Valle del Marecchia, un intreccio di tratti pedonali collegati tra loro da crinali, versanti e fondovalle. L’intero territorio, situato tra Pesarese e Cesenate, riveste notevole interesse sotto il profilo geologico, geomorfologico, botanico e faunistico ed è tutelato secondo disposizioni locali e della Comunità Europea.

Gli elementi geomorfologici assumono una portata preponderante nel paesaggio di questo estremo lembo del Riminese. Il versante meridionale è fortemente caratterizzato da una lunga sezione nelle arenarie plioceniche, esposta diagonalmente e con notevole inclinazione dalla quota del greto ai circa 300 metri del crinale, in corrispondenza del quale si rendono visibili alcuni livelli riccamente fossiliferi. Il paesaggio del versante settentrionale è dominato da una sequenza di profondi e articolati calanchi, all’interno del bacino del Rio Morsano. La copertura vegetale risente della scarsa presenza insediativa, delle superfici impervie non compatibili con l’agricoltura moderna ed è condizionata sensibilmente dalla natura del substrato, tendenzialmente argilloso, franoso e salino.

La complicata geologia dell’area, caratterizzata da formazioni della successione Umbro-Marchigiana Romagnola e da formazioni alloctone Liguri ed Epiliguri, ha dotato l’area di solide e difendibili emergenze calcaree e sulle quali da sempre l’uomo ha trovato la possibilità di insediarsi. Il riferimento va in particolare alla rupe di Montebello, sulla quale svettano l’omonimo castello e la rocca medievale, dove il tempo sembra non passare. Gran parte delle formazioni geologiche, ragione prima di un paesaggio così eterogeneo e movimentato, sono di origine alloctona. Le rocce, da quelle più argillose, tenere ed erodibili, a quelle arenacee e calcaree più compatte e resistenti, sono state prodotte da sedimenti marini depositati in aree distanti rispetto a quelle dove oggi si trovano. È avvenuta quindi, in tempi geologici relativamente recenti, una migrazione di tali sedimenti fino all’attuale dislocazione, la loro emersione determinata da spinte tettoniche su larga scala e la conseguente erosione esogena. Il territorio interessato dal nostro percorso mostra non solo una serie di terreni alloctoni, ma anche rocce di natura autoctona, a dimostrazione della notevole geodiversità dell’area.

Una diversità geologica che si traduce in una altrettanto ampia biodiversità, sia sotto il profilo botanico che faunistico. A ecosistemi e habitat contigui e dissimili nella componente abiotica corrisponde una grande diversità faunistica, a partire dalla poco esplorata componente invertebrata a quella vertebrata, studiata con sistematicità negli ultimi anni. Sappiamo ad oggi che nell’area sono presenti 135 specie di uccelli, delle quali 67 nidificanti; almeno 24 specie di mammiferi, 10 specie di rettili e 8 di anfibi. La rilevanza naturalistica e ambientale del territorio di Montebello e Torriana ha portato all’istituzione di un’Oasi di protezione della fauna e di recente al riconoscimento del complesso come Sito di Importanza Comunitaria (SIC). L’Oasi si estende per 852,4 ettari ed è compresa nel SIC. L’Oasi deve garantire la conservazione degli habitat e delle specie selvatiche, sia di passo che stanziali, con specifico riferimento alle specie protette o a rischio di estinzione. Ciò viene perseguito mediante la salvaguardia degli ambienti, degli equilibri ecologici e della biodiversità.

Del Sito di importanza comunitaria, oltre all’Oasi, fa parte anche il segmento fluviale del Marecchia compreso tra Ponte Verucchio e San Martino dei Mulini. Il percorso comunica con la sentieristica CAI della vicina Provincia di Pesaro-Urbino tramite il prolungamento del percorso 05 fino ad Uffogliano ed oltre. Con il 96 discende al Marecchia e a Pietracuta, per collegarsi con la percorribilità in destra Marecchia.

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Durata1,30 h
Distanza5,9 km
Come affrontare l'itinerarioa piedi

I comuni dell'itinerario

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