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A Sant’Agata Feltria è presente il monastero femminile di Santa Maria Maddalena, delle Suore Povere di santa Chiara, cioè le Clarisse.

Le suore Clarisse si stabilirono nell’attuale monastero nel 1561, quando una frana travolse il paese di Sant’Agata e il loro vecchio convento. Riuscite a mettersi in salvo furono accolte nel fabbricato che occupano attualmente, di proprietà della famiglia Fregoso. Nel corso dei secoli il monastero conobbe una grande fioritura fino a quando nel 1810, con la soppressione napoleonica, le suore, private del convento dovettero tornare alle proprie famiglie. Il monastero fu adibito a dimora civile, ma una suora, Anna Giordani, affittò il braccio più antico del fabbricato, custodendo così, il coro e la chiesa. Nel 1814 col ritorno di papa Pio VII a Roma, anche le Clarisse tornarono al loro monastero ma un nuovo periodo difficile si registrò nel 1866, con la legge di incameramento di tutti i beni ecclesiastici.

Alle Clarisse vennero concessi quaranta giorni per lasciare il monastero ma esse riuscirono a rimanere anche se fu loro impedito di ammettere nuove giovani alla Vestizione e alla Professione, per arrivare così all’estinzione della vita claustrale. Ai primi del 1900 iniziarono ad entrare nuove giovani e la vita comunitaria cominciò a rifiorire. Nel 1930 la comunità passò alla Prima Regola di santa Chiara. Nel Luglio del 1951 divampò un incendio nel coro del monastero, producendo danni incalcolabili: andò distrutto anche uno splendido crocifisso della scuola di Giotto. Si è fortunatamente salvato ed è giunto sino a noi un archivio molto importante nel quale sono custodite numerose pergamene medievali relative alla comunità e al territorio montefeltrano. Negli ultimi anni sono stati realizzati numerosi lavori di ristrutturazione nell’ala più antica del monastero ora adibita a foresteria.

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