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Nella diocesi feretrana un tempio assai frequentato è Santa Maria delle Grazie a Pennabilli, in alta Valmarecchia. Vi è conservata l’immagine mariana più celebre della diocesi, che è quella della Madonna delle lacrime, o delle Grazie, di Pennabilli, per le sue miracolose lacrimazioni dal 1489.

L’affresco è di grande effetto evocativo e la suggestione che deriva allo sguardo è forte. La Vergine è seduta ed è ricoperta di un manto azzurro con decorazioni gialle; tiene nella mano sinistra un piccolo cardellino a simboleggiare la passione di Cristo mentre, con la destra, sorregge il figliolo in piedi sul ginocchio destro che guarda serenamente verso lo spettatore. Sopra, sono dipinti l’Annunciazione e un giardino fiorito, simbolo della Verginità di Maria. In alto l’Eterno Padre benedicente e lo Spirito Santo in forma di colomba.

L’immagine è protagonista nella storia di molti eventi miracolosi a cominciare dal venerdì del 20 Marzo 1489, ricordato annualmente come “venerdì bello”, quando lacrimò più volte dall’occhio destro al cospetto di numerose persone che videro l’evento. Alcuni astanti, meravigliati e increduli vollero asciugare le lacrime con pezzuole, ma queste continuarono ad uscire scorrendo per la gota, lasciando una traccia sul nitido volto.

Il prodigio delle lacrime di Maria suscitò grande impressione e grande fermento in tutto il territorio, e venne giudicato un pietoso, materno avvertimento di prossime sventure, che infatti non tardarono, sotto forma di guerre, assedi, saccheggi.

Per saperne di più: Pennabilli – Il venerdì bello, la Madonna delle Grazie ed il suo pianto

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